
IMMAGINAZIONI

Democrazia e potere (2): cosa propongono davvero i partiti italiani
Premessa Nel precedente intervento ( https://giuseppemelisca.wixsite.com/website/post/democrazia-e-potere-una-questione-di-distribuzione ) ho proposto una chiave di lettura della democrazia fondata su un criterio semplice ma spesso trascurato: come è distribuito il potere . La democrazia, infatti, non è solo partecipazione dichiarata, ma configurazione concreta del potere decisionale, qualcosa che favorisce la partecipazione o, di fatto, la limita o la nega. Ed è da quest

Democrazia e potere: una questione di distribuzione
Premessa Tutti usano, a proposito e a sproposito, il termine democrazia, e tutti se ne vogliono appropriare ritenendosi sempre più democratici degli altri. Eppure, negli ultimi anni il dibattito pubblico su questo tema, a mio modo di vedere, si è progressivamente impoverito, riducendosi spesso a una contrapposizione tra schieramenti o, peggio, a una tifoseria. Eppure, se si vuole affrontare seriamente il tema, è necessario spostare l’attenzione su una questione fondamentale

Oltre il referendum: la riforma della giustizia tra principio e architettura istituzionale
Negli ultimi mesi il dibattito pubblico sulla riforma della giustizia si è progressivamente irrigidito attorno a una contrapposizione tanto netta quanto, a ben vedere, poco utile: da un lato i sostenitori della separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante, dall’altro i difensori dell’attuale assetto costituzionale. A rendere ancora più fragile il confronto è stata la deriva da “tifo” che, purtroppo, ha accompagnato la fase precedente al voto e che, in

Oltre il vittimismo: tra memoria, responsabilità e capacità dei sistemi territoriali
Negli ultimi tempi il dibattito pubblico sulla Sardegna sembra oscillare tra due posizioni contrapposte e speculari. Da un lato, una narrazione che insiste sui processi di dominio subiti dall’isola, non di rado declinata in chiave esclusivamente o prevalentemente vittimistica. Dall’altro, una reazione, giusta, che invita a “smetterla con il vittimismo”, richiamando alla responsabilità individuale e collettiva. Entrambe le posizioni colgono un elemento di verità. Ed entrambe,

Quando mi chiedono se sono di destra o di sinistra
La mia espressione quando mi chiedono se sono di destra o di sinistra Ogni tanto, nelle conversazioni pubbliche o private, qualcuno mi pone la domanda: «Ma tu sei di destra o di sinistra?». È una domanda legittima. Il dibattito politico italiano, da oltre un secolo, continua a organizzarsi attorno a questa distinzione, che per molti rappresenta ancora il principale — se non l’unico — criterio di orientamento. In fondo, la domanda “sei di destra o di sinistra?” presuppone

Quando il marketing incontra la storia: il caso IKEA e la statua di Carlo Felice
Da alcuni giorni diversi amici mi hanno inviato la fotografia di un’installazione pubblicitaria realizzata da IKEA a Cagliari. L’immagine è semplice e immediata: la statua di Carlo Felice sembra indicare una direzione, mentre il messaggio pubblicitario afferma ironicamente: «Carlo Felice si sbaglia: IKEA è per di qua» , indicando l’indirizzo del nuovo punto vendita a Elmas. Dal punto di vista della comunicazione commerciale l’operazione è indubbiamente riuscita. Si tratta d

COSA HO CAPITO FINORA DELLA PROPOSTA DI MODIFICA DELLA COSTITUZIONE CHE SEPARA LE CARRIERE DEI MAGISTRATI
Questo non è un articolo che suggerisce come votare. È un tentativo di chiarire che cosa viene effettivamente modificato nella Costituzione e quali effetti realistici ci si può attendere, affinché ciascuno possa decidere in modo consapevole. Tra qualche settimana i cittadini della Repubblica italiana saranno chiamati alle urne per confermare o meno la modifica degli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 della Costituzione. Si tratta di una riforma costituzionale che in

DALLA REGRESSIONE IDENTITARIA ALLA RINEGOZIAZIONE DELL’ORDINE GLOBALE: UNA FASE DI PASSAGGIO
L’ordine globale non è dato dai confini visibili, ma dalle regole che tengono insieme sistemi interdipendenti. Figure come Roberto Vannacci , Matteo Salvini e, in modo più ambiguo, Giorgia Meloni , non sono anomalie del sistema politico italiano. Sono espressioni locali di un fenomeno più ampio, che attraversa l’Occidente e che segnala una crisi profonda dell’ordine politico, economico e simbolico costruito dopo la Seconda guerra mondiale. Quel sistema – fondato su mult

Quando la memoria dei luoghi diventa vincolo: la toponomastica, la Repubblica e il caso di Bonorva.
L‘antefatto e il problema Bonorva, piccolo centro del Logudoro in Sardegna, è diventata negli ultimi anni l’emblema di una questione che va ben oltre il perimetro di una singola strada: la via “Regina Margherita” non può essere rinominata, almeno secondo l’interpretazione sostenuta dalla Soprintendenza ai beni culturali di Sassari e confermata dal Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna in una sentenza del 2025, perché – nella narrazione di quella amministrazion

Toponomastica, memoria e democrazia
Nello spazio pubblico, simboli monarchici e autoritari continuano a operare come criteri di senso, mentre i valori della Costituzione repubblicana restano spesso sullo sfondo. Quando i nomi delle strade diventano pastoie del presente Da oltre nove anni, presentando il libro Carlo Felice e i tiranni sabaudi di Francesco Casula in convegni, incontri pubblici e dibattiti culturali, mi confronto con una contraddizione che col tempo è diventata sempre più evidente. Discutiamo cr

Educare non è insegnare a usare uno smartphone. È insegnare a vivere insieme
Educare non a usare il mondo, ma a vivere nel mondo: una riflessione sulla comprensione, la libertà e la comunità educativa Viviamo un’epoca in cui l’educazione è spesso ridotta a difficoltà tecniche — come disciplinare l’uso dei dispositivi digitali — o a meri strumenti di competenza. In Italia e in Sardegna, questo si combina con problematiche visibili: basso tasso di scolarizzazione, abbandono scolastico, difficoltà di apprendimento e una percepita crisi della scuol

“So Much to Aim For – Azioni per un Futuro Migliore”
La canzone So Much di Peter Gabriel ci invita a riflettere sulla nostra esistenza e sulle relazioni che tessiamo nel corso della vita. Il suo richiamo all’incompiuto, alla ricerca costante di senso, sembra ricordarci che — nonostante le ferite e le incertezze — c’è ancora “tanto per cui tendere”, tanto per cui impegnarsi. È una musica che non consola in modo superficiale, ma chiama alla responsabilità . Viviamo in un’epoca segnata dalla crescente legittimazione di leader

Oltre il “campo sociale”: pastoralismo sardo, cultura d’impresa e politiche multilivello
1. Introduzione Il recente intervento del collega prof. Marco Pitzalis su Dialoghi Mediterranei , che interpreta il pastoralismo sardo come campo sociale e ne analizza criticamente le forme di governo, rappresenta un contributo importante per comprendere la profondità storica e la complessità politica del mondo rurale sardo. [1] In questo testo assumo quella prospettiva come punto di partenza, ma propongo di integrarla con lo sguardo dell’economia e gestione delle impre

Indipendenza della Sardegna? Una riflessione pragmatica tra storia, economia e capitale umano
Per discutere seriamente di autodeterminazione bisogna guardare in faccia la realtà, non gli slogan. Premessa In Sardegna, ciclicamente, riaffiora la domanda: è possibile – e desiderabile – immaginare un futuro da Stato indipendente? Non si tratta di una questione folkloristica, ma di un interrogativo radicato in una storia reale di marginalizzazione, sfruttamento e incompiutezza istituzionale. Dalle servitù militari alle politiche industriali calate dall’alto, fino a una

Dopo Brexit: sterlina, euro e il costo (reale) di stare fuori dall’Europa
Introduzione Alla metà degli anni Ottanta, la Commissione europea guidata da Jacques Delors chiese a un gruppo di economisti – il più noto è Paolo Cecchini – di stimare quanto costasse, in termini di crescita, lavoro e competitività, non completare il mercato unico europeo. Quel lavoro, passato alla storia come Cecchini Report (1988), introdusse l’espressione “costo della non Europa”: l’idea che la mancata integrazione abbia un prezzo misurabile in punti di PIL, posti di lav

Mediterraneo, sensemaking e co-creazione di valore: verso un modello manageriale dei sistemi territoriali
Questo contributo nasce a partire da una riflessione di Silvano Tagliagambe sul Mediterraneo come matrice culturale e simbolica. Qui provo, da economista aziendale e studioso di management, a svilupparne alcune implicazioni sul piano organizzativo, territoriale e istituzionale. 1. Introduzione: il Mediterraneo come matrice di senso Il Mediterraneo è stato per secoli descritto come crocevia di popoli, civiltà, commerci, conflitti e scambi simbolici. Da Fernand Braudel in poi,

RussVietico, anti-occidentalismo e cecità morale
Perché una parte dell’Italia assolve l’imperialismo russo e sacrifica l’Ucraina in nome di una falsa coerenza Nel dibattito pubblico italiano – e in modo particolarmente rumoroso sui social – si è consolidata una curiosa abitudine: chiunque osi criticare apertamente il regime russo, o semplicemente ne descriva i tratti autoritari e imperiali, viene rapidamente etichettato come “atlantista”. Poco importa quali siano le sue posizioni reali sulla NATO, sugli Stati Uniti o sull’

Difesa europea e guerra: un’equazione sbagliata
Nel dibattito pubblico degli ultimi mesi si è affermata con sorprendente facilità un’equazione tanto semplice quanto fuorviante: difesa europea = volontà di guerra . Si tratta di un’equazione che circola con una faciloneria disarmante anche tra persone istruite e politicamente impegnate, segno che non siamo di fronte a un fraintendimento occasionale, ma a un frame ideologico che tende a imporsi come atto di fede. Il problema è che questa equivalenza non regge né sul piano

Quando smettiamo di distinguere: appunti sulla crisi della razionalità pubblica
C’è qualcosa che si è progressivamente incrinato nel modo in cui discutiamo delle questioni pubbliche. Non riguarda solo i contenuti, né solo il tono del dibattito. Riguarda una facoltà più profonda e silenziosa: la capacità di distinguere i concetti . E senza distinzioni, il pensiero non scompare di colpo, ma si dissolve lentamente, lasciando il posto a credenze, appartenenze, certezze assolute. Mai come oggi si parla di tutto. Guerre, pace, sicurezza, libertà, diritti, Eur
Eventi in programma

AINEM Summer CampOrario da definirePorto Conte Ricerche Srl























